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martedì 26 maggio 2015

Dante a Nettuno

I miei teli rosarosae
In questo dolce maggio di rosa rosae, mentre la fiamma soavemente mi conduce in viaggio, eccomi finalmente tornare al mio piccolo blog che ho trascurato perché la vita nel mondo, con i suoi molti doveri e tanti sì, incalza e mi sospinge, in moto circolare uniforme, nel vorticare delle sue trame che mi vorrebbero togliere il respiro e non ci riescono punto, nel centro dove sono. Ma il mondo chiama e io rispondo. Io, lì, soldatina, salgo sui tetti a pulire grondaie, conduco in viaggi spirituali irlandesi, finlandesi e anche italiani, e traduco dallo spagnolo un libro prezioso (di cui però non posso dir né “a” né “ba”) e poi, come tutti i giornalisti professionisti, eccomi a un corso di aggiornamento di deontologia (su diffamazione e rettifica) per mettere insieme, in tre anni tre, ben 60 punti di cultura che, secondo l’Ordine, si può quantificare in addizione. E non importa chi sei e quanto hai studiato e come ti sei ritrovato nella vita, i corsi si fanno, punto e basta ed è legge dello Stato, inventata, credo io, dal nostro caro senatore Mario Monti…

Va bene. Agli ordini. Eccomi all’appello e firmo all’inizio e alla fine così i controllori controllano che non me la sia svignata. Sul palco, c’è un vecchio amico che è anche presidente dell’Ordine, e altri che conosco di nome e di viso, per il lungo tempo passato di redazione in redazione. “Posso?”, mi chiede una collega nel sedermisi accanto. Certo, figurati. E’ simpatica,  si vede subito, con i capelli corti corti e quell’aria svelta che sa tanto di modernità, mi racconta che lavora per un sito internet che parla di Anzio e di Nettuno e che si chiama “Il Granchio”. E mentre lei sorride, io penso a quando, appena ventenne, fui proprio a Nettuno chiamata a far la supplente in un certo istituto turistico di cui non ricordo il nome. Io insegnavo a sciacquare i panni in Arno con il Divino poeta. Almeno ci provavo, perché loro, i ragazzi, più che ascoltarmi mi chiedevano di andar con loro al mare…